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2 giugno 2006
La Donna Più Bella del Mondo (verranno a chiederti del nostro amore)

Atterrammo a Mahini un giorno di tarda primavera; offuscati da un caldo opprimente ed accecati da una luce pura, scendemmo dal piccolo aereo che sobbalzando sulla striscia di sabbia e terra imprudentemente contrapposta al mare infinito ci depositò su questa ciambella lanciata nell'immenso blu dell'oceano pacifico .. Era arrivata una telefonata inattesa, come inattese sono tutte le belle notizie "Dovete partire per Thaiti, tu e Simonetta, dopodomani avete l'aereo per Papeete.;Air France First class, 14,30 da Fiumicino."

Ancora una volta andava in onda la recita della bella e la bestia.. del fotografo e la modella, della coppia più bella del mondo…ma questa volta sarebbe stato differente.. dopo quasi dieci anni di rappresentazioni c'eravamo appena lasciati…

Beh, l'idea di una luna di miele alla rovescia ci attirava; in fondo l'unica cosa che eravamo davvero stati capaci di fare assieme in quei lunghi anni, erano i nostri meravigliosi viaggi ovunque nel mondo; In viaggio le sue ansie si addolcivano, le mie curiosità non la angosciavano, ed il continuo moto a luogo sopiva le aspettative disattese… Quale epitaffio migliore della stagione con una donna bellissima (secondo alcuni la donna più bella del mondo), altissima, generosissima, gentilissima, colta , garbata, affabile ed irraggiungibile, che per uno scherzo del destino si era legata a quest'uomo così basso e così presuntuoso, grumo inesplososo , coacervo di esaltazioni, vizi, profonde depressioni, illuminazioni infantili, angosce, tradimenti, lussurie, e progetti andati a male…

Appena sbarcati ci indirizzarono verso il bungalow migliore, il più lontano, quasi immerso nella laguna e legato al mondo da una piccola passerella di bambù.; era una palafitta circolare con al centro un parallelepipedo di vetro, personale acquario tropicale da cui sfamare i piccoli pesci della barriera corallina Romanticamente dispersi e senza nulla da dirci, non restava che fotografare..

I ritratti di quei giorni raccontano molto della fine di un amore.. dell'amore consumato, dell'amore disilluso, dell'amore tradito.. Delle ferite che ci portiamo appresso per sempre, dei dolori che arrechiamo, della difficoltà ad essere responsabili, a prendersi cura di qualcuno, della inaudita facilità con la quale dal giorno alla notte quello che era per sempre non è più; doloroso anticipo della morte, della morte di tutte le cose, della fine dell'infanzia, dell'allegria, della leggerezza e del gioco… di tutto questo, e di altro, si parlava in quei silenzi infiniti al bordo del dirupo su una palafitta a pochi passi dalla fine della barriera corallina, a pochi metri dall'abisso.

Consumammo così un distacco ordinario, senza rabbia e senza clamore, apparentemente civile ed insapore, come era stato il nostro tempo assieme, in punta di piedi sempre attenti a non esporci alle intemperie, a non rischiare a non chiarire.. apparentemente protetti, difesi, nacosti; sfuggendo un nemico che non c'era..

...ma davvero non si stava male in quel limbo vuoto, senza peso senza colpe e senza futuro ..

Arrivammo a Mahini un giorno di primavera.. ci riparammo dal sole cocente delle isole sottovento della polinesia francese ,sotto la pensilina di bambù del minuscolo aereoporto... Vestiti solo delle coroncine di fiori polinesiane già abbrustolite dal sole, la pelle arsa, profumo di fiori e miele nell'aria Nella penombra all'angolo estremo fuori portata da ogni sguardo, una piccola donna dai lunghissimi capelli grigi puliva per terra .. Arrivati nell'unico albergo dell'atollo chiesi al ragazzone in giacca cravatta e bermuda, chi fosse la donna e se fosse possibile incontrarla.. .. lui risponde con un largo sorriso.." è mia madre, é la proprietaria dell'isola…"

Mahareva arrivò in bicicletta, vestita di fiori con un cappello fuori moda a larghe tese ed un sorriso che si accordava perfettamente al francese musicale con cui mi invitò a seguirla nella sua dimora.. Si mostrò così felice di essere fotografata, è mi offrì i suoi quasi sessant'anni spogliandosi senza pudori, magica assenza di cristianesimo, mescolanza meticcia di cinese, polinesiano e chissacosaltro Divinità di un pantheon politeista , aggraziata musa di Gaugain invecchiata con dolcezza, ninfa delle acque di Oceano, madre terra accogliente,
la donna più bella del mondo….

| inviato da il 2/6/2006 alle 16:44 | |
30 aprile 2006
PATTI
Mi ero ripromesso di non parlargliene..di non dirle nulla…. Mi ero giurato di non essere patetico… di non raccontargli quanto era stata importante..
estate del 1979.. un mondo fa.. la tv era in bianco e nero, l'inter vinceva gli scudetti, berlusconi non esisteva e noi credevamo di poter cambiare il mondo.. Valerio Verbano era stato ucciso dai Nar, erano entrati in casa, avevano legato i genitore e lo avevano aspettato.. quella morte così strana e vicina era stata la fine dell 'innocenza e l'inizio del nuovo evo. Ci muovevamo in autostop, ma a Firenze ci andammo con la R4 nuova (si fa per dire) di zecca; dormivamo in campeggio, cucinavamo spaghetti appiccicosi sul camping-gas blu, conditi con ragù precotti che sapevano di lattina e conservanti; soprattutto non pagavamo i biglietti dei concerti… mai; La nostra Woodstock all'italiana, un lungo serpente di gente venuta da tutte le parti, gente che già conoscevi ,o cmq era come se li avessi già visti da qualche parte… tutti a Firenze.la città invasa, le polacche di Solidarnosc, susie Blount,Amelia e Cappannoli, tutti lì a cantare,a saltare, a calpestare, a fischiare, a scappare via…
Rovereto 2006, si è fatto tardi, e davanti alla seconda bottiglia di vino bianco decido che questa cosa alla fine gliela devo.. a questa donnina sciupata, vestita un po’ troppo Rock per la sua età ( di me si potrebbe dire anche peggio), con gli occhi vivaci ed i continui cambi di umore.. Siamo al bar del museo e ci raccontiamo storie. Lei si rilassa bevendo, e poi improvvisamente, senza ragione apparente, si mette a cantare…poche strofe dolenti.. io smetto di guardarla, e mi metto in ascolto,..ascolto la sua voce.. e realizzo che sto a cena con Patti Smith

Fu una cosa buffa quell'estate a Firenze; eravamo giovani, potenti, ignoranti e pieni di vita.. mi rivedo a camminare sopra le teste della gente (come benigni agli oscar, ma senza sedili..), rivedo lei in trance, con in sottofondo la voce di Papa Luciani appena scomparso; la rivedo offrire la chitarra al pubblico (una telecaster celeste?) e quelli che non ci pensano sù e ...gliela fregano..
"anche per me è stato molto importante..il mio ultimo concerto rock. Poi mi sono ritirata in campagna con mio marito.. per 15 anni.." fred "sonic" smith mitico chitarrista degli Mc5, muore il 5 novembre del 1994.. ennesimo lutto per Patti… di questa erinni post moderna
Ho il sospetto di non piacerle,così non forzo la mano.. no, non potevo fare il fotoreporter.. per fotografare ho bisogno della fiducia e della curiosità delle persone che ritraggo.. magari è presunzione, magari solo timidezza.. vorrei che mi dedicassero del tempo, anche pochi secondi della loro vita, ma tutti per me.
Parliamo di tutto..lei comincia a raccontare di Bob Dylan, di quanto volesse il successo, di quanto lo desiderasse fin dall'inizio e di quanto questa necessità gli abbia dato energia vitale "lui è così, ha bisogno di raggiungere sempre un obiettivo, di vivere di inquietudine e tormento…" io la ascolto , le parlo delle mie foto sui fiumi, le racconto dei miei lunghi viaggi. Più tardi, durante il concerto (con philip Glass) tra le immagini che scorrono sul palco, compare una foto di un fiume..dirà che la ha messa per me; probabilmente era già in scaletta,ma dirlo è già un bel gesto. alla fine le propongo di fotografarla la mattina seguente, e lei mi dice di si.
La sera stessa chiedo al portiere di notte se c'è un parchetto nelle vicinanze.Il tipo mi guada un po’ schifato (cerco 'roba' ? Amicizie particolari ?) e poi mi indica lo squallido giardinetto dell'albergo tutto siepi e cemento.
La mattina Patti è di buon umore Abbiamo poco tempo, l'albergo è orrido ed io non ho il coraggio di portarla via, chessò, su un fiume lì intorno Dopo la colazione le mostro il giardino.. ho scelto una panchina.. sapevo che le sarebbe piaciuta. Tiro fuori l'hasselblad ("ne ho una anch'io, me l'ha lasciata Robert")* Poi è di scena il Banco ottico, con la sua lentezza esasperante.. Da dieci anni insegno ai ragazzi che la cosa più importante è il primo polaroid.. Puoi parlare quanto vuoi, avere diecimila ottime idee, ma alla fine quello che conta veramente per avere il rispetto degli altri, è far vedere quello che sai fare...e farlo subito.
 E così va, come spesso è andata Patti vede le foto, le guarda a lungo..controlla la sua immagine; sa di non essere bella, di avere qualcos'altro da comunicare.. sa riconoscere, sa guardare..; Il rapporto cambia immediatamente (e quanto mi piace questo momento..) Dalla periferia gentile dei suoi pensieri,le foto prendono il sopravvento, e lei diventa una professionista attenta ad ogni particolare…
Dura poco,è tardo mattino e dobbiamo partire..lei la sera stessa sarà in concerto con Joan Baez, io partirò il giorno dopo per la Cina. Mi bacia, mi lascia il suo indirizzo e-mail,e mi dice che continueremo a Roma.. dove vuole tornare presto a visitare la tomba di Gregory Corso e i luoghi di Pasolini… "This was just the beginning…"
Ritorno, ritorno a casa e lungo la strada penso che il mio è un bel lavoro.. dove i desideri e la realtà si accavallano senza sosta.. arrivo a casa e non c'è più tempo per pensare, per riflettere, per desiderare.. sciacquo i negativi, preparo la borsa, vado in aereoporto….
*Robert Mappletorphe, ex fidanzato e mitico fotografo degli anni 80 autore delle prime quattro copertine leggenderie, scomparso nel 1989.
| inviato da il 30/4/2006 alle 21:22 | |
5 aprile 2006
 DIANE
Mi era sempre piaciuta Diane¦ voglio dire, non la conoscevo, se non in foto..ma tra mille altre mi aveva sempre emozionato questa sua durezza, questa assenza, da eroina del cinema muto, da film sui nazisti, da donna perduta:un pò " Lili Marlen", o Charlotte Rampling in "Portiere di notte".. Per fotografarla avevo scelto questo punto, nel deserto del Sinai, dove per celebrare la pace tra israele ed egitto, un artista belga aveva ricoperto le dune di sabbia e roccia con un blu intenso, che spiccava nell beige infinito tutt intorno.. Lo avevo visto su una foto in un vecchio depliant ma là nessuno tra i beduini e le guide del posto, sapeva dirci dove si trovasse..dopo tre giorni di ricerca trovammo in terra un vecchio cartello di cartone che indicava "Blu Mountain" Dopo chilometri tra le dune la piccola spianata di sassi ci apparì davanti, come un piccolo eden artificiale e silenzioso.. Diane arrivò il giorno seguente..piccola magra e scontrosa.. praticamente sublime..!
 Non mi rivolse parola, giusto un sorriso cattivo per la mia (ahimè evidente) ammirazione. Nè migliorarono le cose le tre ore di viaggio per raggiungere il luogo, di cui non sembrava, unica tra noi, subire il fascino e l'atmosfera.. seccata, cupa ed indifferente, si lasciava truccare, vestire, acconciare, con una impressionante assenza di partecipazione fisica e emozionale.. una piccola bambola di stoffa e ossa nelle mani degli altri.. io seguivo con apprensione, il brillare della luce sui suoi tratti perfetti, aspettando paziente il mio turno.. Quando la ebbi finalmente davanti, sembro quasi in catalessi, come(?) drogata , ma appena alzai la macchina fotografica per fare l'inquadratura, vidi una trasformazione, la bambola inerte diventò all'improvviso, una figura fiera, un'amazzone pronta alla battaglia:: e quando voltò finalmente lo sguardo verso l'obiettivo fu come un cazzotto dritto al centro degli occhi. ... feroce ed ammaliante come una sirena del deserto..la donna della mia ( tua,vostra) vita!
 Durò il tempo di finire il rullino; appena abbassata la macchina dalla sua figura per passarla agli assistenti per il cambio, lei era tornata la bambola indolente ed assente del principio.. andò avanti così per tutto il giorno.. scambiammo poche frasi, stranamente intime, ma poche..giusto prima di riprendere il lungo viaggio di ritorno. Sul pulmino lei stanca ed infreddolita si addormentò di colpo..
 arrivati in albergo, prima di prendere l'appuntamento per il giorno seguente, mi si fece accanto, piccola e suadente e mi chiese.. "non c'è un posto dove ce ne potremmo andare a cena da soli, stasera?"
Le diedi appuntamento un'ora più tardi e me ne andai velocemente in stanza.. avevo qualcosa di urgente di cui preoccuparmi..dovevo verificare se quella sensazione di dolore al fianco, che avevo rimosso per l'intera giornata, fosse quello che temevo..
 Si, era così.. lo conoscevo bene; avevo subito un operazione ai reni, molti anni prima.. e non era più tornato.. ma ora, disteso a pancia in giù nel letto, tastandomi la cicatrice, sapevo che quell'intenso dolore che saliva lungo l'inguine ed attraversava il ventre, così simile al trapano di un dentista che tocca un nervo (ed a quanto dicono, ai dolori del parto) era l'avvisaglia di una colica renale.. La più dolorosa che avessi mai avuto, proprio laggiù, nel centro del deserto, lontani da tutto, con una creatura meravigliosa in attesa di una cena romantica tra le dune... mentre io mi contorcevo in un letto, mordendo il cuscino in attesa di un piccolo medico indiano("che cazzo ci faceva poi un medico indiano nel deserto del Sinai") che mi inniettò una bomba calmante ed antidolorifica ".. Crollai come un bimbo, crollai senza incubi nè sogni, senza dolori e senza Diane!
 Il giorno dopo ero in piena forma.. Lei non mi chiese niente, ed io non indagai se qualcuno avesse profittato del mio forfait! sfidando la nottata di dolore optai per fare foto di movimento, la feci correre, ed io corsi con lei, imbrattandoci di polvere e sabbia, cadendo sui sassi e sulle roccie, sudando insieme e fotografando fino al tramonto.. le ultime foto se le fece da sola, inaugurando una consuetudine mantenuta negli anni ! Partì, la sera stessa, di fretta.. sparì come era venuta.. dal cielo...
 Non l'ho più incontrata, Diane. o meglio si, una volta molti anni dopo, per la strada a Parigi, mentre fotografavo.. vicino la torre Eiffel..venne lei a salutarmi.."abito qui dietro" Io quasi non la riconoscevo! la troupe francese mi disse che era diventata attrice.. Dopo l'ho vista solo al cinema.. aveva accorciato il cognome di quattro lettere ed ingrandito il seno di tre misure.. Era la silente ed incolore Elena in Troy.. ruolo perfetto.. chissà se Brad Pitt soffre di coliche renali ...
| inviato da il 5/4/2006 alle 21:44 | |
27 marzo 2006
C'é una certa area tra le Ande e la distesa Amazzonica... ci sono certe foreste e certi fiumi... ci sono luoghi sconosciuti, impervi e sconsigliati; Un dirupo infinito; una discesa di chilometri e chilometri, un "mondo perfetto" il South American explorer di Lima , punto di riferimento di ogni buon viaggiatore in quei paraggi, sconsigliava il viaggio, con una serie di esempi di cattive esperienze fatte da chi non aveva seguito il consiglio.. il centro culturale italiano in Perù ci aveva donato un paio di indirizzi.. suore missionarie.. rifugiati politici.. Italiani in fuga.. non si va per il sottile in questi casi.. Il giorno era andato, un altro giorno diluito nell'ansia monocroma di verde e marrone..La barca si era divincolata lungo il torrente; La guida ed il pescatore che ci accompagnavano non erano riusciti a nascondere la tensione.. si davano un gran da fare nel sorridere, ma dal modo con il quale osservavano le sponde attenti ad ogni rumore sospetto,era chiaro che ci nascondevano qual cosa… Andammo avanti tutto il giorno; loro a sorridere e a dirci che non c'era problema e noi a far finta di non aver letto le raccomandazioni del South Americsn Explorer… Di non sapere che quella e' la zona di passaggio di tutto il narcotraffico Amazzonico, con i terroristi a guardia dei laboratori sparsi nella selva, dei soldati disertori, dei pirati di fiume.. (volendo anche di Piranhas, cocodrilli, ragni e pitoni giganteschi….).. e soprettutto non c'era un granché da fotografare.. il nulla.. Così accogliemmo con un sospiro di sollievo comune l'improvviso apparire di questo largo specchio d'acqua.. era ormai pomeriggio tardo..la luce scompariva ed io cominciai a rinchiudere la mia attrezzatura complicata: le lastre, il cavalletto messo di sbieco sulla canoa; serrai il banco ottico, misi il tappo agli obiettivi, serrai i polaroid dentro le sacche stagne.. In questo lago fermo e immobile , come incastonato nella nebbiolina afosa comparve una famigliola anch'essa immobile, immersa nell'acqua del lago… guardava sorridente il passaggio della nostra barca, con la nostra stessa meraviglia per la apparizione improvvisa Io tirai fuori il banco ottico, e, mentre passavamo loro accanto, senza cavalletto, nè esposimetro, nè messa a fuoco, scattai tre lastre (due orizzontali ed una verticale) consapevole che le probabilita' di tirarne fuori almeno una buona sarebbero state assai poche. Si fece notte rapidamente ….nella tinozza della capanna comparirono i tre negativi, perfettamente a fuoco…… era l'inizio di un lungo viaggio
Sono ancora in cammino, spesso non so dove andare… per fortuna ogni tanto passo accanto a qualche muro… mi giro e ci sono ancora loro, sospesi nella lattiginosa purezza grigia…lì a guardarmi,
fissati per sempre
| inviato da il 27/3/2006 alle 2:27 | |
25 marzo 2006

| inviato da il 25/3/2006 alle 19:22 | |
27 febbraio 2006
Guardando Valeria in TV
“Gli uomini si innamorano dei gesti e le donne delle Parole” E’ una piccola frase che ripeto da tanti anni..una delle tante differenze significative di questi due mondi separati che inutilmente ci affatichiamo a riunire ad unità,,Gli uomini si innamorano degli atti, dei sorrisi, delle forme e delle linee, .. a seconda delle differenze sociali e culturali e della personale sensibilità, ciò che ci emoziona, potrà essere più o meno rozzo o elevato, ma la matrice è la stessa…Le donne si incantano per il mondo che un uomo rappresenta..con le parole, con i fatti, con la vita che conduce.. per questa ragione le donne sono meno sensibili alla bellezza. volendo dirla tutta,non credo alla donna artista..l’arte è un artificio maschile nel disperato tentativo di assimilarsi a Dio ed alla sua opera creatrice..le donne hanno il dono supremo di dare la vita, di avere figli..opera d’arte estrema da cui gli uomini sono esclusi (checchè se ne dica)..la donna artista..e ce ne sono tante e di grandissime , esercita un’operazione maschile, androgina e innaturale (andate all’hangar bicocca a Milano a vedere Kiefer e la Abramovich per capirmi meglio) Stasera c’era Valeria in tv Donna sublime Non bisogna possedere tutta la bellezza che è nel mondo.. E’ sufficiente che sia in giro, da qualche parte, per migliorarci un po’…
| inviato da il 27/2/2006 alle 1:39 | |
22 febbraio 2006
una piccola storia greca
Mi piace la gente che lavora..ho un vero e proprio fascino per quelli che fanno un lavoro e lo fanno volentieri.. non parlo di qulli che hanno un lavoro interessante o creativo, di giornalisti o cinematografari, stilisti, cantanti etc.., né di businessman,finanzieri d’assalto, notai, commercialisti, imprenditori e nemmeno dei santi, quelli di emergency, i missionari, le Ong, i volontari di ogni specie e coraggio… parlo del benzinaio gentile, il meccanico che ti aggiusta la macchina oltre l’orario, la signora del bar che ti fa un sorriso, il netturbino che canticchia sotto la pioggia facendosi bello con la studentessa nascosta dentro al portone… quelli che non vivono di conflitto di interessi, di scalata sociale, di seconda e terza casa.. quelli che ci sono sempre stati e sempre ci saranno, di cui non si parla né in cronaca rosa, ne in quella nera.. quelli là…a me mi commuovono sempre
Ero su una piccola isola greca, la scorsa estate, e non mi ero portato molti euro, contando su un punto bancomat che era sempre fuori servizio.. l’ultima sera volevo concedermi una buona cenetta di pesce con la mia compagna, ma mi erano rimasti 25 euro ed eravamo affamatissimi.. Cocciutamente avevo traversato l’isola il lungo e in largo, chiedendo ad ogni trattoria se accettassero Visa, Diners, maestro etc, ma chi era senza collegamento, chi lo aveva ma non sapeva farlo funzionare, chi non mi rispondeva nemmeno… non mi rassegnavo a digiunare sotto questo cielo stellato che avremmo abbandonato poche ore dopo, così, per ultimo, ci recammo nella taverna più bella dell’isola, con panorama sul molo e lucette mediterranee, musica greca e brezza marina, pronti ad accettare anche una insalata a testa pur di sederci e compiere il nostro piccolo rito.. ero davvero arrabbiato (con me, con i bancomat, con la globalizzazione, etc) dovevo sembrare molto stupido e angustiato, quando, pronto ad un altro diniego, chiesi se accettavano la carta di credito..la cameriera gentile mi rispose di no, ma la ragazza cicciottella alla cassa si informò su quale problema mi angustiasse.. gli esposi il fatto e lei mi disse di accomodarmi che, nonostante l’ora tarda, ci avrebbero dato quello che avevano per i miei 25 euro.. noi ci sedemmo ed ordinammo le due insalate previste.. in pochi minuti con mio totale imbarazzo ci arrivò una pantagruelica cena di pesce, polpo, olive, pane caldo e una bottiglia di vino locale.. ai miei (deboli) rifiuti le due sorelle risposero con un sorriso….
E’una stupida piccola storia ..che mi ha lasciato per molti giorni un senso di riconciliazione..ed in questa notte di pioggia e freddo, mi è tornata in mente, come una piccola luce nel buio….
PS:La trattoria si chiama Capt.Nikolas sull’isola di Koufonissia… Se vedete le ragazze date loro un bacio gentile
| inviato da il 22/2/2006 alle 13:7 | |
29 gennaio 2006
Tabu'
Io credo che il sentimento del bello, come tutto ciò che è stato prodotto dalla storia, sia uno scarto dalla natura, come la sostituzione del naso dell'animale con l'occhio dell'uomo.. noi vediamo troppo, per cui dobbiamo limitare drasticamente la nostra visione,, la bellezza, l'estasi dell'occhio, ci droga, costringendoci ad agire…Il bisogno sessuale riconduce l'uomo su questo cruento scenario, dissimulato dagli eufemismi di amore e bellezza..tuttavia quanto meno egli è "beneducato", tanto più forti sentirà l'animalità del sesso e tanto più esplicito il suo linguaggio..La scurrilità del ragazzo di periferia non è frutto di sessismo, ma dell'assenza della società….
Gli Archetipi di donna di cui è piena la mitologia universale, stanno a rappresentare la prossimità e l'invadenza incontenibile della natura.. Questa si occupa solo della specie, non degli individui..il corpo delle donne è un mare su cui si esercita l'effetto della marea lunare.Torpidi ed indolenti i suoi pingui tessuti sono saturi di acqua per essere poi di un tratto dilavati dalla marea ormonale.Le mestruazioni ed il parto sono un affronto alla bellezza ed alla forma.. In termini estetici sono squallidi spettacoli.La vita moderna con i suoi ospedali ed i suoi articoli igienici tiene a distanza e sterilizza questi misteri primordiali, come ha fatto con la morte, un tempo pietosa incombenza domestica… Non è il sangue mestruale in se stesso(con il suo inarrestabile flusso vermiglio) a turbare l'immaginazione,ma piuttosto l'albume che esso trascina, i brandelli uterini,di medusa placentare del mare femminile. La matrice da cui siamo sorti. Abbiamo una ripugnanza evolutiva per l'elemento mucillaginoso, il luogo delle nostre origini biologiche, E' destino della donna affrontare ogni mese l'abisso dell'essere e del tempo, l'abisso che essa stessa è…. I genitali femminili si possono descrivere come di colore livido, incerti nei contorni ed architettonicamente incoerenti.. i genitali maschili, d'altrocanto, per quanto sfiorino il ridicolo nella loro irresolutezza gommosa, hanno un disegno matematico.. una loro sintassi…
Di giorno siamo creature sociali, ma la notte scendiamo nel mondo onirico in cui regna la natura e dove non c'è legge, ma sesso crudeltà e metamorfosi,,E la notte a tratti pervade anche il giorno, torna a visitare l'immaginazione nell'erotismo, mandando all'aria i nostri sforzi di virtù e di ordine, rivestendo oggetti e persone di un aurea arcana che ci viene rivelata attraverso l'occhio dell'artista. .(Camille Paglia)
| inviato da il 29/1/2006 alle 19:10 | |
24 gennaio 2006
02
...Dove gli Americani sono colti, i Francesi gentili, i cinesi sono pochi e i neri ce l'hanno piccolo, In finale ai mondiali c'è israele vs palestina ( e arbitra collina) Una talebana sta sul paginone centrale di Playboy iran, Le balene mangiano i giapponesi (rispettando il periodo della riproduzione) Il continente Africano si è ricongiunto al Sudamerica ed un'interrotta orgia dionisiaca di cibo, sesso, samba, zuk e riti tribali si trascina lungo l'unico corso d'acqua che congiunge il rio delle Amazzoni, il fiume Congo ed il Nilo (bianco è nero)
…Io Abito in una bella casa in fondo al fiume, una palazzina disegnata da Italo Calvino dove la portiera è Anna Magnani, la coppia di vicini è formata da Jessica Lange e Sam Shepard, in cantina ci sono I Pink Floyd che provano il nuovo album (dark side..), c’è una piccola libreria gestita da Borges ed una sauna diretta da Moana Pozzi, un cineforum in cui Coppola e Kurosawa discutono mentre Orson Welles se la ride; nel cortile Maradona e George Best si giocano le Falkland ai palleggi, Il giovedì si gioca a bugia e verità con Cagliostro, Giordano Bruno e Andreotti, il venerdì a Risiko con Napoleone e Alessandro Magno; Amministratore del condominio e Adriano (quello delle memorie, tranne la domenica che gioca..) Di sotto c’è un’appartamento vuoto dove Marlon e Maria Schneider si incontrano in eterno ed il burro non diventa mai rancido; Maria Callas canta mentre si fa la doccia, mentre il suo amante, un negretto di nome Jimi, suona distrattamente mentre si beve una scura tisana; la pizza Express te la porta Valentino Rossi, a benedire la casa viene Che Guevara, Nei Sotterranei Milton e Dante scambiano informazioni e cercano il Gral, Dalla grande vetrata in soggiorno vedo Machu Picchu ad ovest e Angkor Wat ad est. Broadway parte da sotto casa e passando per il Colosseo, finisce al centro di Shibuya. La piscina condominiale è composta dall’isola di Mahini, Attico e super attico sono liberi ad equo canone e fitto bloccato…….
| inviato da il 24/1/2006 alle 21:3 | |
24 gennaio 2006
La sofferenza insita nell'essere artisti.. ossia l'incapacità di essere veramente felici od infelici.. veramente capaci di odiare, di disperarsi, di esaltarsi, di amare.. quella specie di filtro estetico che si frappone inesorabilmente tra l'artista ed il mondo (Michel Houellebecq)
| inviato da il 24/1/2006 alle 14:52 | |
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